Luceferma: il nuovo spazio a Milano dove il Mediterraneo si prende il suo tempo

di Boniviri Società Benefit

Ci sono luoghi che nascono da un viaggio, altri da un’intuizione, altri ancora dall’incontro di storie che sembravano destinate a incrociarsi. Luceferma è tutte queste cose insieme. Situato a Milano, nel cuore pulsante di Via Amatore Antonio Sciesa, questo nuovo spazio non è semplicemente un bar o un ristorante: è un manifesto di accoglienza, un angolo di Sud che ha trovato casa al Nord, un "Mediterranean Bar" dove il tempo sembra dilatarsi.

In questo breve articolo abbiamo intervistato Daniele Milonia, che insieme alla chef Bianca Celano sono le menti e le mani che hanno creato Luceferma.

Quindi, com'è stata la situazione? Eravamo quattro amici al bar e volevamo fare qualcosa di magnifico?

Daniele: Più o meno sì. Però devo dire che Luceferma l’avevo scritto due anni fa. Era rimasto nel cassetto: non si chiamava ancora così e non era sicuramente posizionato in questo quartiere. È venuto di nuovo alla luce quando ho incontrato Bianca. Io e Bianca ci eravamo conosciuti su un altro progetto, in occasione di amicizie in comune che abbiamo nel mondo della cucina, dell'arte e del design. Lei ha pensato a me per affidarmi la consulenza sulla parte di interior design e comunicazione.

In realtà, quando poi ci siamo incontrati e abbiamo parlato di questo, lei voleva creare una colazione continuativa. Io, frequentando gli aeroporti un po' più spesso negli ultimi anni, mi ero reso conto che il cibo all'interno di questi spazi di passaggio non è dettato dalla luce esterna. Se arrivi all'ora che per te è colazione, mangi una colazione. Quindi ho pensato che sarebbe stato perfetto riuscire a creare a Milano un posto dove, a qualsiasi ora si arrivi, si possa fare colazione dolce, salata, calda o fredda, offrendo un continuum lungo tutta la giornata.

Raggiunto l'accordo su questo, restava la firma culinaria. Bianca è molto esperta di ingredienti, qualità e artigianalità. Io avevo la voglia di esplorare tutto quello che il Mediterraneo ci dà, perché noi in Italia siamo al centro del Mediterraneo e lo siamo stati anche come fulcro del mondo per tantissimi secoli. Mi piaceva l'idea di esplorare tutte le influenze e l'eterogeneità che ci sono state nell'arco degli anni. A quel punto è nata l'idea di "fermare la luce", e ho proposto di chiamarlo Luceferma, dando anche un'indicazione a livello culinario: Luceferma - A Mediterranean Bar.

Il Menu: Una Contaminazione Mediterranea

Parliamo della proposta culinaria. C'è molta Sicilia e molta Puglia, ma non solo, giusto?

Daniele: Esatto. Bianca è di Catania, io sono pugliese, quindi le nostre radici sono evidenti. Ma volevamo esplorare l'eterogeneità di tutto il bacino del Mediterraneo, che per secoli è stato il centro del mondo. In menu abbiamo spezie come lo za'atar (di influenza araba e marocchina), un amaro che arriva dalla Grecia, e portiamo avanti una ricerca continua invitando chef da diverse regioni d'Europa. Anche i classici vengono reinterpretati: la settimana scorsa abbiamo inserito un cinnamon roll (tipicamente nordico), ma Bianca lo ha rivisitato usando uvetta imbevuta nello Zibibbo di Pantelleria. C'è sempre una ricerca di contrasti e di innesti in tutto quello che proponiamo: dal contenitore al contenuto, e viceversa.

Come gestite la stagionalità, un tema molto caro a chi ama la terra?

Daniele: La stagionalità è un pilastro. Il nostro menu è identitario ma cambia costantemente. Ad esempio, il nostro "toast stagionale" ha una base fissa di pane shokupan che compriamo dai ragazzi di Honest, valorizzando la rete artigianale locale. Al momento la farcitura vegetale è a base di asparagi, ma cambierà non appena la terra offrirà nuovi ingredienti.

Spazio, Luce e Colore

L'atmosfera trasmette una sensazione precisa: sembra di essere su una spiaggia al tramonto. Come avete lavorato sull'interior design?

Daniele: Volevamo fuggire dai cliché freddi che spesso si vedono a Milano. Abbiamo scelto tonalità calde che contrastano tra loro: le pareti hanno una resina color "cappuccino", le vetrate della cucina sono di un arancio molto forte, il bancone è carta da zucchero e contrasta con le sedie bordeaux e i tavoli in pietra lavica smaltata bordeaux.

Anche la luce è fondamentale: abbiamo progettato un sistema a quattro mani con l'azienda italiana Buzzi&Buzzi, produttrice di luce. Tutti i punti luminosi sono customizzati. Possiamo regolare l'intensità e la gradazione termica, passando da una luce più fredda a una caldissima, che evoca proprio il tramonto.

C'è anche uno spazio importante dedicato all'arte e al collezionismo... 

Daniele: Alle pareti abbiamo una mostra temporanea sempre attiva. Abbiamo inaugurato il 9 aprile, in concomitanza con l'apertura, con la mostra Fermarsi per muoversi. Abbiamo selezionato tre artisti: uno digitale (the_other_view), uno pittorico (Mario Silva di Banquet Gallery) e un progetto tessile (Arda, con i due arazzi nell'ultima stanza). La mostra cambierà a gennaio e verrà aggiornata ogni sei mesi.

Invece i sei totem di cui parlavi sono affidati ognuno a un artista o designer differente. Ognuno di loro ha realizzato una collezione in edizione limitata che può essere acquistata sia all'interno del negozio, sia sul sito web. Anche questi cambieranno ogni sei mesi.

Dal contenitore al contenuto, Luceferma è un invito a fermarsi, a guardare la luce e a riscoprire i sapori del Mediterraneo.

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